Cisti di Baker - Fisiatria.it

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Cisti di Baker

APPUNTI DI FISIATRIA > Clinica

A cura del
Dr.Paolo Sergiacomi
Medico chirurgo
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione
European Board Physical Medicine and Rehabilitation
 

La cisti di Backer si manifesta con una tumefazione nella fossa poplitea, formata dall’ingrandimento della borsa del tendine del semimembranoso o del gastrocnemio mediale; queste borse, spesso, sono comunicanti con l’articolazione del ginocchio.
La cisti poplitea è sempre secondaria ad una’altra patologia del ginocchio: rotture del menisco, gonartrosi, artrite reumatoide, condizioni che determinano sinoviti. Raramente, la cisti si sviluppa da una patologia sinoviale ad esordio posteriore (sinovite villonodulare).   
La cisti poplitea si presenta con una tumefazione nella regione posteromediale del ginocchio tra il capo mediale del gastrocnemio e il tendine semimembranoso.
Spesso ben tollerata, la cisti poplitea è asintomatica o provoca un dolore vago ed una sensazione di tensione nel cavo popliteo, un impaccio della flesso-estensione accentuati dall’attività fisica. L’iperflessione (++) e l’iperestensione del ginocchio possono essere causa di dolorabilità poplitea, che può irradiare al polpaccio.
La tumefazione poplitea si ricerca con il ginocchio in estensione.
Il segno di Foucher, cambiamento della pressione in una cisti poplitea, durante la flesso-estensione, è indicativa di cisti di Backer.
Talvolta la cisti di Backer , ampliandosi per la crescente pressione del liquido endocistico, può spingersi tra le fasce muscolari del polpaccio e dare origine ad una tumefazione, semeiologicamente atipica, in tale sede anatomica.
La rottura della cisti può determinare un dolore vivo nel cavo popliteo ed al polpaccio, simulando una tromboflebite (segno di Homans positivo e dolorabilità alla regione posteriore della gamba): la rapida diffusione del liquido sinoviale o essudato lungo le fasce aponeurotiche del polpaccio, fino alla caviglia è causa di una risposta flogistica dei tessuti con dolore, calore, ed edema di tutta la gamba, con ecchimosi se c’è stata emorragia nella rottura della cisti.
L’ecografia del cavo popliteo permette la conferma dell’esistenza di una cisti, il controllo dell’evoluzione della stessa.  La RMN , per l’alto contenuto di acqua nella cisti, mostra un segnale di bassa intensità nelle immagini pesate in T1 e di alta intensita nelle immagini pesate in T2.
La diagnosi differenziale delle cisti non rotte è con gli aneurismi arteriosi poplitei, neoplasie (fibrosarcoma, sarcoma sinoviale, fibroistocitoma maligno), adenopatie, cisti meniscali degenerative.
Il trattamento deve essere dapprima quello dell’affezione primaria e dell’idrarto del ginocchio.


Bibliografia
Brotzman Brent S., Kevin E. Wilk; La riabilitazione in ortopedia – seconda edizione; Elsevier Italia Srl 2004; 355-357.
Carcassi U.; Trattato di reumatologia; SEU –Roma 1993; 430-431.
Cyriax J.H., Cyriax P.J.; Manuale illustrato di medicina ortopedica; Piccin 1997;109.
Pellegrini P.; Semeiotica reumatologica – vol. 2; Piccin 1983; 954-956, 982-990.
Simon R.R., Koenigsknecht S.J.; Emergenze ortopediche- IV edizione; Edizioni Minerva Medica 2002;467.
Xhardez Y.; Vademecum di chinesiterapia; edizione italiana a cura di M.M. Formica; Monduzzi Editore 1993; 649-650.

Aggiornamento 08/06/2010


 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu