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Semeiotica del ginocchio - Test McMurray / test per i menischi

APPUNTI DI FISIATRIA > Semeiotica

A cura del
Dr.Paolo Sergiacomi
Medico chirurgo
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione
Membro dell'European Board Physical Medicine and Rehabilitation

 

Se i condili femorali si muovono al di sopra di un frammento meniscale sollevato, essi producono un rumore secco (“click”) e possono evocare una sintomatologia dolorosa (test positivo: scatto palpabile o esacerbazione del dolore). Questo click doloroso può essere risvegliato o ulteriormente accentuato se i condili femorali e tibiali sono sospinti gli uni contro gli altri, manovra che provoca una compressione dei menischi. La comparsa in condizioni simili di un click doloroso o soltanto di dolore, suggerisce la presenza di una lesione meniscale, sebbene non si tratti di un test totalmente affidabile: il sintomo potrebbe originare da un menisco sano che si muove al di sopra di una cartilagine articolare degenerata.
Nel test di Mc Murray, il paziente è supino; con la mano caudale si afferra il piede o dal davanti sul tarso o dal basso al calcagno; si porta il ginocchio in flessione completa sull’anca flessa. La mano craniale è posta sull’articolazione del ginocchio con le dita sull’emirima articolare mediale e con il pollice e l’eminenza tenar contro l’emirima laterale. Con la mano caudale si ruota la tibia all’interno e all’esterno per rilasciare l’articolazione. Quindi si sollecita il ginocchio in valgo, mentre nello stesso tempo si ruota la tibia all’esterno. Mantenendo la sollecitazione in valgo e la rotazione esterna si estende il ginocchio lentamente, continuando a palpare l’emirima mediale. La rotazione esterna della tibia determina l’angolazione in avanti del legamento collaterale mediale e il conseguente sollevamento del condilo tibiale mediale contro il femore con la compressione del menisco mediale. Il manifestarsi di un “click” doloroso alla faccia interna del ginocchio suggerisce il sospetto di una lesione meniscale mediale.
La manovra inversa (sollecitazione in varo e rotazione interna)ed il dolore alla faccia esterna del ginocchio segnalano invece il sospetto di una lesione del menisco laterale; infatti la rotazione interna della tibia determina l’angolazione in avanti del legamento collaterale laterale e il sollevamento del condilo tibiale laterale contro il femore, comprimendo il menisco laterale.
La manovra di Mc Murray permette di rilevare una lesione dei corni meniscali, specialmente del corno posteriore, quando il frammento peduncolato di fibrocartilagine, compresso fra la superficie prossimale tibiale e i condili femorali, è causa del dolore. La comparsa di dolore nella flessione forzata di ginocchio è sufficiente per suggerire il sospetto di una lesione dei corni meniscali posteriori; infatti queste porzioni meniscali scivolano all’indietro durante la flessione di ginocchio e sono compressi fra la superficie prossimale della tibia e i condili femorali. Mentre la comparsa del dolore in estensione forzata di ginocchio suggerisce il sospetto di una lesione dei corni meniscali anteriori; infatti, nell’estensione, i menischi tendono a slittare in avanti ed i corni anteriori subiscono una compressione tra i condili tibiali e femorali. Una sintomatologia evocabile a 90° di flessione del ginocchio indica una lesione del corpo del menisco.
Il test non deve essere eseguito nella fase acuta e nel caso di una lesione del legamento collaterale (la rotazione può aggravare il legamento collaterale danneggiato e dare una falsa prova positiva di Mc Murray).
I risultati dell’esame clinico devono essere valutati assieme ad una anamnesi che comprenda episodi di cedimento, blocco funzionale o versamento articolare ricorrente. Comunque la diagnosi di una lesione meniscale non è mai esclusivamente clinica, come non lo può essere la localizzazione. Nel sospetto di una lesione meniscale trova indicazione una RMN ed eventualmente un’artroscopia.


Bibliografia
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Aggiornamento 11/06/2010

 
 

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