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Appunti di fisiatria > Anatomia funzionale e biomeccanica
A cura del
Dr.Paolo Sergiacomi
Medico chirurgo
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa
European Board Physical Medicine and Rehabilitation
La pelvi è la struttura portante del tronco e degli arti inferiori. Essa ha una funzione statica, in quanto trasmette il peso che grava su L5 agli arti inferiori; ed una funzione dinamica, in quanto partecipa sia alla deambulazione e, per tale motivo, appartiene attraverso l'osso iliaco, al sistema biomeccanico dell'arto inferiore, sia ai movimenti del tronco e, per tale motivo, appartiene attraverso il sacro, al sistema biomeccanico del rachide. La regione sacro-iliaca costituisce una zona di cerniera tra il rachide lombare e l'articolazione coxo-femorale.
Inoltre, la pelvi ha funzione di protezione e di sostegno per gli organi in essa contenuti ed offre superfici per l'inserzione di muscoli dell'arto inferiore e del tronco.
Sulla pelvi agiscono delle forze ascendenti, costituite dalla resistenza al suolo e delle forze discendenti, costituite dalla gravità e dal peso del corpo; il centro di gravità del corpo è situato in un punto posto appena anteriormente al promontorio del sacro. Queste forze si distribuiscono attraverso un sistema trabecolare osseo. Il peso che grava su L5 si suddivide in due forze uguali; ciascuna di queste attraversa l'ala del sacro, l'articolazione sacro-iliaca, l'ileo, l'acetabolo, le branche del pube e l'ischio. Le linee di forza discendenti dal sacro si scaricano, in ortostatismo, sull'acetabolo, quindi alla parte superiore del femore, e sulla branca pubica superiore; mentre in posizione seduta sulla tuberosità ischiatica e sulla branca pubica inferiore. La resistenza del suolo al peso del corpo, provocata dall'appoggio dei piedi al suolo, consiste in linee di forza ascendenti trasmesse dal femore all'acetabolo e quindi alla branca pubica superore e, attraverso l'ileo e l'articolazione ileo-sacrale, al sacro. Il cingolo pelvico, attraversato da forze opposte, si adatta alla propria condizione biomeccanica di segmento intermediario, tra il rachide e gli arti inferiori, con le sue tre articolazioni. Queste non sono delle articolazioni di movimento, ma costituiscono un sistema legamentoso di ammortizzazione delle sollecitazioni che il bacino riceve nella stazione eretta. Le forze ascendenti, attraverso l'arto inferiore, agiscono sull'osso dell'anca determinandone un piccolo spostamento craniale e posteriore rispetto al sacro e quindi, in corrispondenza dell'articolazione sacro-iliaca, la superficie auricolare dell'ileo scivola in posizione cranio-posteriore rispetto alla superficie auricolare del sacro, considerato fisso, costituendo il micro-movimento ileo-sacrale. Le forze discendenti, attraverso il rachide, agiscono sul sacro determinandone un piccolo spostamento caudale ed anteriore rispetto all'osso dell'anca e quindi, in corrispondenza dell'articolazione sacroiliaca, la superficie auricolare del sacro scivola in posizione caudo-ventrale rispetto alla superficie auricolare dell'ileo, considerato fisso, costituendo il micro-movimento sacro-iliaco. Si descrive una mobilità dell'osso dell'anca sul sacro, definita ileo-sacrale e una mobilità del sacro sull'osso dell'anca, definita sacro-iliaca. Questa mobilità costituisce la capacità di adattamento della pelvi tra il rachide e gli arti inferiori. In realtà, le forze ascendenti e discendenti agiscono simultaneamente, quindi si determina uno scivolamento simultaneo e reciproco dell'iliaco e del sacro.
Il ruolo fisiologico dell'articolazione sacro-iliaca e della sinfisi pubica è di ammortizzare, attraverso il sistema legamentoso ed i micro-movimenti, le sollecitazioni discendenti ed ascendenti.
L'articolazione sacro-iliaca subisce movimenti indotti dal rachide o dall'arto inferiore ed è sede di limitati movimenti fisiologici, i quali aumentano temporaneamente di ampiezza durante la gravidanza per una lassità legamentosa di natura ormonale. Tale limitata mobilità articolare sacro-iliaca tende a scomparire in età avanzata (sinostosi) o in presenza di patologie (sacroileiti).
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Aggiornamento 04/06/2010
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