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T.E.N.S. (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation)

Appunti di fisiatria > Terapia fisica antalgica

A cura del
Dr. Claudio Puglisi
Medico chirurgo
Specialista in fisiatria


Consiste nella stimolazione elettrica transcutanea dei nervi periferici con conseguente riduzione della sintomatologia dolorosa.
Si ritiene che gli effetti antalgici delle TENS siano dovuti a più fattori:

  • eccitazione selettiva di fibre nervose a calibro maggiore con conseguente inibizione di neuroni spinali coinvolti nella trasmissione nocicettiva (teoria del gate control di Melzack e Wall);
  • liberazione di neuro peptidi (endorfine) che attivano circuiti cerebrali inibenti la trasmissione del dolore a livello del midollo spinale;
  • modificazione della eccitabilità periferica a livello di recettori e fibre nervose.
  • I recettori, a causa del dolore dopo una scarica di corrente iniziale, si “assestano” ad un livello più alto, cessando di inviare impulsi ai centri superiori. In tale condizione i recettori possono essere eccitati solo da stimoli di intensità maggiore rispetto a quella iniziale: si ha così un innalzamento della soglia del dolore. Il perdurare dell’effetto antalgico si deve a due effetti indiretti quali: la modificazione della conducibilità dei nervi periferici e dell’eccitabilità neuronale da parte degli impulsi elettrici o la capacità degli stessi di interrompere circuiti algogeni.


A differenza di tutte le altre forme d’onda utilizzate in elettroanalgesia, i parametri fisici delle correnti TENS sono precisamente definiti:

  • la forma d’onda può essere monobasica rettangolare, oppure bifasica, simmetrica, asimmetrica o a spike
  • la larghezza (durata) dell’impulso può variare da 30 a 400 microsecondi
  • la frequenza varia da 1 a 125 Hz
  • l’emissione può avvenire in modalità continua o a pacchetti.


Le TENS possono essere erogate secondo due modalità principali:

  • Alta frequenza e bassa intensità - Gli impulsi utilizzati impiegano una frequenza tra i 50 ed i 150 Hz e l’intensità non deve evocare reazioni motorie, ma solo far percepire al Pz una sensazione di formicolio sul segmento trattato. La comparsa dell’analgesia è in genere rapida, ma di breve durata, per cui sono richiesti trattamenti giornalieri prolungati, anche per diverse ore. L’assuefazione insorge velocemente.  


  • Bassa frequenza ed alta intensità - La frequenza degli impulsi è compresa tra 5 e 10 Hz e l’intensità è tale da produrre fascicolazioni muscolari che possono risultare fastidiose. Il tempo di applicazione è di 20’ - 30’ , l’effetto antalgico è più duraturo e l’assuefazione più tardiva.

Durante un trattamento TENS, sia esso ad alta o bassa frequenza, è molto importante aumentare periodicamente l’intensità di stimolazione per la comparsa di processi di accomodazione. In commercio, vi sono apparecchiature con modalità di emissione random, con le quali non è necessario questo tipo di accorgimento.
Gli elettrodi sono due: quello negativo viene applicato sui punti dolorosi o punti trigger. In alternativa lungo il decorso dei principali tronchi nervosiin corrispondenza metamerica del dolore. L’elettrodo positivo viene fissato in corrispondenza dell’area bersaglio o target areas, cioè zone di irradiazione del dolore.

Indicazioni terapeutiche  

- dolore acuto post-operatorio
- dolore osteo-artro-muscolare
- algie ostetriche e ginecologiche
- algie in patologia odontoiatrica e maxillo-facciale
- dolore cronico; radicoliti-nevriti
- artrite reumatoide
- algie da artrosi, tendiniti, entesiti
- fibromialgia, algodistrofie
- algie in patologia vascolare
- cefalea ed emicrania
   
Controindicazioni
 
Ferite cutanee e mucose; nei soggetti portatori di pace-maker si consiglia particolare cautela nella stimolazione di aree in prossimità dell’aia cardiaca. Porre, altresì, particolare attenzione all’uso durante la gravidanza, al trattamento di zone con alterate sensibilità, alla stimolazione della superficie anteriore del collo (per la possibilità di provocare spasmo laringeo) ed alla stimolazione della superficie laterale del collo (per la sensibilità del glomo carotideo).

 


Bibliografia
Fisioterapia clinica pratica; C.Cisari, G.Severini; Edi-ermes
Terapia fisica strumentale; G. Gigante, G.Severini; Edi-ermes 

Aggiornamento 08.07.2010



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